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Pantokrator

Il grande altopiano del Pantokratora si trova a 700 metri di altezza; a nord si distingue la vetta del monte (914 m.) con il monastero e le antenne televisive. Il monastero fu eretto nel 1347 dagli abitanti dei 23 villaggi circostanti, ma venne distrutto probabilmente nel 1537. La chiesa odierna fu costruita alla fine del XVII sec. e la facciata nel XIX. Qui il 6 agosto, ha luogo la festa del Pantokratora (Onnipotente), la più grande dell’isola; la sera la gente dai villaggi vicini risale i sentieri con candele e pile. L’altopiano è spoglio, ornato solo da erba e qualche rara quercia sopravvissuta ai fulmini.
Il terreno è pieno di pietre, ma tra le colline si innalzano piccole isole verdi, le fertili “vothines”. Oggi solo le capre vi pascolano, una volta, però, venivano coltivati a mais e frumento. Rimangono ancora alcuni segni dell’uso che ne veniva fatto nel passato: aie, muri a secco che dividevano le proprietà, le cisterne di pietra e costruzioni isolate nelle quali alloggiavano i contadini all’epoca del raccolto. La zona delle “vothines” è un paradiso per chi ama passeggiare: si può girovagare liberamente poiché non ci sono piante e pietre a fare da ostacolo. Si può raccogliere lo zafferano, il fiore eccezionale usato anche per il risotto alla milanese. Risalendo il monte si incontrano molti villaggi, i cui abitanti vivono solo di allevamento e della coltivazione degli olivi. Ci sono anche molti villaggi abbandonati dagli abitanti per le più fertili zone costiere, dove si stabilirono quando svanì il pericolo delle incursioni piratesche.